{"id":1082,"date":"2025-01-22T21:10:35","date_gmt":"2025-01-22T21:10:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.yogabindu.org\/blog\/?p=1082"},"modified":"2025-01-22T21:10:36","modified_gmt":"2025-01-22T21:10:36","slug":"kapalabhati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.yogabindu.org\/blog\/kapalabhati\/","title":{"rendered":"Kapalabhati"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-db605b18c3181acb154563510c580ea7\" style=\"color:#24682c\">Kapalabhati \u00e8 considerato, con Bhastrika, il pi\u00f9 importante esercizio di purificazione. Jean Klein lo considerava una pratica essenziale della disponibilit\u00e0. Durante i primi anni l&#8217;espulsione secca dell&#8217;aria si pratica tramite la parte bassa della cintura addominale, come a voler marcare un puntino su di una &#8220;i&#8221;, due centrimetri sotto l&#8217;altezza dell&#8217;ombelico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-08cc2a0147be701e7aba07450f44d89c\" style=\"color:#24682c\">Appreso nei primi tempi in serie di undici, poi undici, poi undici volte undici, raddoppiando, poi triplicando le serie, si arriver\u00e0 a una decina di minuti: 3&#215;121, nuovamente moltiplicato per tre. A quel punto, il ritmo naturale permetter\u00e0 di fare sino ad un&#8217;ora, un&#8217;ora e mezza o pi\u00f9 di pratica giornaliera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-7e95c440b4f1b1a623603d2182806364\" style=\"color:#24682c\">La dissociazione precisa della cintura addominale, la vacuit\u00e0 della bocca, dove la lingua si depone sugli incisivi inferiori, la distesa della mandibola, cosi come un movimento secco, libero da intenzione e da volume, saranno gli aspetti tecnici essenziali. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-e817e650e201ef30a0ae4cbbd5243b79\" style=\"color:#24682c\">Per verificare la distensione, si deve essere capaci di accompagnare il movimeto con la mascella, come una vacca che rumina. Il frusciare del respiro avviene nel bordo pi\u00f9 interno delle narici, non verso i seni nasali, per evitare eventuali mal di testa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-e31757d3cd79043a46e382bd7523e2b2\" style=\"color:#24682c\">Dopo alcuni anni, si far\u00e0 salire la localizzazione della cintura addominale verso il diaframma. Questo gigantesco muscolo poco alla volta si sveler\u00e0, dapprima centralmente, pi\u00f9 tardi lateralmente. L&#8217;esercizio si espander\u00e0 via via nello spazio, come se si scuotesse tutta l&#8217;aria della stanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-dd2a734cec0845adcd941411c2bee3a0\" style=\"color:#24682c\">Durante i primi anni si praticher\u00e0 solamente la secchezza e la precisione. Pi\u00f9 avanti sar\u00e0 evocata la potenza, poi integrata. Successivamente, la rapidit\u00e0 (due espulsioni per secondo) parteciper\u00e0 alla tenuta tradizionale dell&#8217;esercizio, mantenendo la leggerezza e la finezza dell&#8217;inizio con la potenza acquisita in seguito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-f4f2b79ef3324e7422c6fd33b503861e\" style=\"color:#24682c\">L&#8217;esercizio integrato si praticher\u00e0 allora con ciascuna narice alternando: durante un quarto di tempo la narice sinistra, durante un quarto di tempo la narice destra, poi nuovamente le due narici. Pi\u00f9 avanti l&#8217;esercizio sar\u00e0 praticato solo dall&#8217;una o dall&#8217;altra narice. Si avr\u00e0 ben cura di verificare la distensione del braccio destro. Non esitare, durante una serie alternata, a lasciare riposare il braccio e la mano, se vi si installa la minima tensione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-abb2b701fb776a978c0e0c0186a85968\" style=\"color:#24682c\">Quando la pratica si approfondisce, per sviluppare la sensibilit\u00e0 e la dissociazione del diaframma, Kapalabhati sar\u00e0 esplorato in tutte le pose classiche: pinze in avanti, posture all&#8217;indietro, torsioni, allungamenti e pose capovolte. Questo permetter\u00e0 di scoprire compensazioni sconosciute fino ad allora e di ammorbidire al massimo il diaframma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-b179dbe8dbac3be269374d444d03cd5d\" style=\"color:#24682c\">Durante Kapalabhati occorre muovere, esplorare la sensibilit\u00e0 del diaframma affinch\u00e8 mantenga la sua elasticit\u00e0 qualunque siano la posizione e la zona compressa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-e2b0bd207e6d952fc75aa51bd4aa8bdd\" style=\"color:#24682c\">Tirato, ritorto, tutto lo spessore del muscolo deve diventare vivente. Quando \u00e8 elastico, il corpo \u00e8 in buona salute e l&#8217;energia equilibrata. Quando \u00e8 troppo teso o afflosciato \u00e8 inevitabilmente una forma di debolezza energetica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1e8cac5b145e32de9fd60b5abba7cf4a\" style=\"color:#24682c\">Il dottor Salmanov aveva compreso benissimo l&#8217;importanza di questo organo. La pratica intensa di Kapalabhati irrora il diaframma, elimina la cattiva digestione e favorisce l&#8217;assimilazione degli alimenti. Gli organi, tutto il sistema digestivo sono tonificati. Sovente la debolezza proviene da una cattiva digestione che determina il livello di energia del corpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-1ec1046606d75f51e72c91ba2f03b95f\" style=\"color:#24682c\">Kapalabhati deve essere praticato per almeno una ventina di minuti. Pi\u00f9 tardi, se la vita ci d\u00e0 lo spazio, si imporranno tempi pi\u00f9 tradizionali. Un&#8217;ora e mezza era il tempo che Jean Klein condiderava funzionale per pulire gli ingombri di molti dei suoi allievi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-59d8a9e7931d26253741229a8f629861\" style=\"color:#24682c\">Prima espulsione e ultima: stessa potenza. L&#8217;ultima non \u00e8 dobole, la prima non \u00e8 forte: sempre la stessa intensit\u00e0. Termina come la lama di una ghigliottina che scende. Nessun cedimento del ritmo. Non essere mai al massimo: se si ha la capacit\u00e0 di praticare una mezz&#8217;ora, non si esploreranno che venti minuti; se \u00e8 un&#8217;ora, tre quarti d&#8217;ora; se \u00e8 tre minuti, due saranno sufficienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-9e0f566468a9d11200e056c8565bc7d1\" style=\"color:#24682c\">Quando ci si ferma, si potrebbe continuare ancora parecchio. Poich\u00e9 non si raggiunge mai il proprio limite, esso si espande. Essere al limite della propria capacit\u00e0, \u00e8 come fare una postura al proprio massimo: si restringe la libert\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-6fce14ec574d64e2c41edad055eb64c2\" style=\"color:#24682c\">Nel rispetto delle capacit\u00e0, si pu\u00f2 andare un poco pi\u00f9 veloci, pi\u00f9 forte, pi\u00f9 lontano: il corpo \u00e8 contento, disponibile. Se si spinge, c&#8217;\u00e8 usura. Stessa cosa con il respiro, una espirazione spinta danneggia il cuore, una espirazione fluida lo rinforza; una inspirazione troppo tonica, intenzionale, scuote il sistema nervoso, una inspirazione organica, costante, fluida, lo equilibra. Tutto ci\u00f2 che oltrepassa un limite \u00e8 eccesso. Ci si posa sul ritmo. Si preme un bottone e iniza, si preme nuovamente e si arresta: non c&#8217;\u00e8 nulla da fare. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-a0b1a58b5a8c1ada3adccb9467a22034\" style=\"color:#24682c\">Rimanere tranquilli, il diaframma segure il suo movimento, il cuore segue il suo movimento, non affatichiamoli. Perch\u00e9 il cuore batta, non c&#8217;\u00e9 nulla da fare: per il diaframma \u00e8 lo stesso; tutto arriva nella tranquillit\u00e0. All&#8217;inizio serve un p\u00f2 esplorare, in seguito \u00e8 molto facile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-fbac9d12ab0dc7b2ff2925f8a65f3678\" style=\"color:#24682c\">Praticato ogni giorno per una mezz&#8217;ora, Kapalabhati induce un effetto psicologico profondo. Non lo si constata necessariamente subito, ma la mente si calma, il sonno si riduce. Non \u00e8 pi\u00f9 necessario dormire sette o otto ore per notte. Tale diminuzione sar\u00e0 accentuata dal lavoro del respiro. La quantit\u00e0 non \u00e8 necessaria, ma la qualit\u00e0 \u00e8 indispensabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-d7abec125729a8916e9fe36863b8baba\" style=\"color:#24682c\">Praticato camminando, particolarmente nelle salite durante una passeggiata in montagna, questo esercizio paleser\u00e0 certi paramenti non conoscibili in posa statica. Questo studio non apporta tutti gli effetti della pratica seduta ma, se la sperimentazione \u00e8 abbastanza lunga, stimola la distenzione e la chiarezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-link-color wp-elements-c96ec8727639738fbb4ab5cd188b6eb4\" style=\"color:#24682c\">Autentico purificatore di memorie antiche, Kapalabhati elimina gli ingombri del passato senza che sia necessaria la loro riattualizzazione psichica. A causa della tonificazione di tutta la struttura digestiva e del rilassamento che procura al cervello, esso \u00e8 disoccupazione assicurata per gli psicologi. Secondo i canoni yogici, da solo \u00e8 sufficiente a mantenere una salute ottimale. Kapalabhati \u00e8 particolarmente indicato ai temperamenti &#8220;rajasici&#8221; ai quali pacificher\u00e0 l&#8217;energia e la trasformer\u00e0 in dinamismo di coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Buona pratica!!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Kapalabhati \u00e8 considerato, con Bhastrika, il pi\u00f9 importante esercizio di purificazione. Jean Klein lo considerava una pratica essenziale della disponibilit\u00e0. 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