{"id":851,"date":"2023-09-14T09:02:29","date_gmt":"2023-09-14T09:02:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.yogabindu.org\/blog\/?p=851"},"modified":"2023-09-14T09:02:31","modified_gmt":"2023-09-14T09:02:31","slug":"tripurarahasya-la-dottrina-segreta-della-dea-durga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.yogabindu.org\/blog\/tripurarahasya-la-dottrina-segreta-della-dea-durga\/","title":{"rendered":"Tripurarahasya &#8211; La dottrina segreta della        Dea Durga"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dialogo del principe Hemacuda e della principessa Hemalekha<\/h2>\n\n\n\n<p>Dopo il loro matrimonio il principe Hemacuda e la principessa Hemalekha vissero per qualche tempo felici nel loro palazzo reale. Ma poco a poco la principessa divenne distante, distratta, indifferente a tutto. Il principe afflitto le chiede i motivi del suo cambiamento di attitudine.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Hemaleka : <\/strong><\/em>Oh principe, ascoltami. Non \u00e8 vero che non ti amo, ma mi tormenta un pensiero. Non riesco a sapere che cosa \u00e8 bene o male per l&#8217;uomo in questo mondo. Ci rifletto da molto tempo, ma come pu\u00f2 trovare la risposta una donna come me? Istruiscimi per favore.<\/p>\n\n\n\n<p>A queste parole Hemacuda scoppi\u00f2 a ridere e rispose:<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Hemacuda :<\/em><\/strong> Hanno proprio ragione nel dire che le donne hanno poco giudizio. Persino i quadrupedi, gli uccelli e gli insetti sanno che cosa \u00e8 buono o cattivo per loro. E&#8217; chiaro che tutti gli esseri manifestano la tendenza a cercare le cose piacevoli e buone ed a evitare le altre. E&#8217; bene ci\u00f2 che procura piacere, male ci\u00f2 che causa dolore. Mia cara, non \u00e8 un grosso problema! Come ha potuto tenerti occupata cos\u00ec a lungo?<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Hemalekha : <\/em><\/strong>L&#8217;hai detto: noi donne manchiamo di giudizio. Ed \u00e8 per questo che sono pronta ad arrendermi alle tue ragioni. Spiegami tutto ci\u00f2 chiaramente ed io abbandoner\u00f2 le mie meditazioni per gioire della vita al tuo fianco. Hai detto che il bene \u00e8 il piacere e che il male \u00e8 il dolore. Eppure succede che una stessa cosa procuri, a seconda del luogo e del momento, talvolta piacere, talvolta dolore. Il fuoco, per esempio, \u00e8 piacevole in inverno ma difficile da sopportare in estate. Pu\u00f2 anche essere piacevole a piccole dosi ma sgradevole in grande quantit\u00e0. Prendi tuo padre, il re. Ha tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 desiderare: il potere, l&#8217;oro, i palazzi, gli elefanti, un harem, una discendenza. Perch\u00e9 allora \u00e8 sempre triste mentre altri che non possiedono tutte queste cose vivono contenti? Non \u00e8 quindi evidente che gli oggetti di piacere non esistono sempre e dappertutto in quantit\u00e0 illimitata, in modo che gli stessi re incontrano ogni istante la delusione del &#8220;non abbastanza&#8221; o del &#8220;troppo&#8221;, del &#8220;non ancora&#8221; e del &#8220;non pi\u00f9&#8221;?<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 forse vero che il piacere si acuisce con il piacere cosi come l&#8217;incendio \u00e8 attizzato dal vento? E che pi\u00f9 un essere \u00e8 cosciente, dunque atto alla gioia, pi\u00f9 e vulnerabile al dolore, come l&#8217;occhio che la minima polvere irrita, cossich\u00e9 l&#8217;uomo pu\u00f2 essere proprio la creatura pi\u00f9 infelice dell&#8217;universo?<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver sentito queste parole il principe sprofond\u00f2 nella malinconia. Abituato com&#8217;era a gioire dei piaceri, non poteva n\u00e8 abbandonarli completamente n\u00e8 continuare a darsi ad essi senza scrupoli. Si rivolse di nuovo alla principessa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Hemacuda : <\/em><\/strong>Oh carissima, finora non avevo riconosciuto la profondit\u00e0 del tuo spirito. Ormai le tue parole mi abitano al punto che sono come un condannato a morte che non pu\u00f2 pi\u00f9 gustare le portate poste dinanzi lui. Lasciami aprofittare della tua saggezza, dimmi che cosa devo fare per raggiungere la vera felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Hemalekha :<\/em><\/strong> La sola cosa che importi \u00e8 che tu apprenda a riconoscere ci\u00f2 che costituisce l&#8217;essenza del tuo essere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Hemacuda : <\/em><\/strong>Ma tu puoi dirmi come posso riuscire a sapere chi sono io?<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Hemalekha : <\/em><\/strong>Tutto quel che devi fare \u00e8 essere attento. Comincia con il purificare la tua intelligenza perch\u00e9 abbiamo bisogno di essa per comprendere la natura del S\u00e8. In un certo senso \u00e8 conosciuto da tutti, dagli d\u00e8i fino alle pi\u00f9 infime creature, ma non si presenta mai sotto una forma visibile. Ed \u00e8 per questo che per essere esatti non si insegna. E&#8217; come se si domandasse a qualcuno di mostrarci i nostri stessi occhi. Tutto quel che pu\u00f2 fare un maestro o un istruttore \u00e8 indicare la via e i mezzi. Il metodo consiste nel discriminare quel che \u00e8 &#8220;mio&#8221; e quel che \u00e8 &#8220;io&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p>Ritirato in un posto tranquillo sforzati di eliminare sistematicamente tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere chiamato &#8220;mio&#8221;. Il residuo, ci\u00f2 che in nessun caso potr\u00e0 apparire come &#8220;mio&#8221;, sar\u00e0 il S\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio, tu mi vedi e mi conosci come tua sposa. Questo significa che posso essere detta &#8220;tua&#8221; in funzione di una certa relazione, ma che non appartengo in nessun modo all&#8217;essenza del tuo essere.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver inteso queste parole il principe si affrett\u00f2 a ritirarsi nel suo palazzo. Diede degli ordini alle guardie appostate agli ingressi del parco per evitare che qualcuno lo disturbasse. Sal\u00ec i nove piani del palazzo e si install\u00f2 sul terrazzo da dove lo sguardo si spingeva molto lontano sulla campagna circostante. Li si sedette su una stuoia e concentrando il suo spirito si mise a riflettere: <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;In verit\u00e0 il mondo intero \u00e8 pazzo. <\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno conosce se stesso e ciononostante tutti si impegnano in diverse attivit\u00e0 nelle quali pensano di torvare il loro proprio interesse. Alcuni passano il loro tempo a studiare le Scritture, altri le leggi. Alcuni combattono dei nemici e altri si danno ai piaceri, tutto nell&#8217;ignoranza di quel che sono. <\/p>\n\n\n\n<p>Io stesso finora non ho fatto nient&#8217;altro. E&#8217; tempo ch&#8217;io mediti sulla mia vera essenza. Non mi riconosco in nessuna di queste cose disposte attorno a me: il tesoro, l&#8217;harem, gli elefanti, i cavalli, il palazzo, il regno tutto intero. Sono tutte puramente e meramente mie.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo corpo non \u00e8 forse me stesso? Cos\u00ec sembra. Sono nato in una famiglia reale, sono magro e ho la pelle chiara ecc., ecco che cosa sono&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, continuando la sua meditazione, si ravvis\u00f2: &#8220;No, io non sono il mio corpo. Fatto di carne, di sangue e di ossa, si trasforma di istante in istante. Non uno  sono di tutti gli atomi di cui ero composto quando ero bambino sussiste oggi. Eppure ho coscienza di essere &#8220;lo stesso&#8221; che ero durante la mia infanzia. E inoltre mentre in sogno attraverso ogni sorta di stati, questo corpo rimane inerte quasi come una pietra.<\/p>\n\n\n\n<p>Come potrebbe essere me stesso? Eppure \u00e8 un fatto, io esisto. Altrimenti come potrei ricordare di avere dormito e sognato, per esempio? A meno che io non esista assolutamente? Ma no, questo non \u00e8 possibile: chi avrebbe avuto l&#8217;esperienza del sogno in questo caso? Chi cercherebbe allora in questo momento di conoscere la sua propria essenza? Io sono dunque qualcosa di cosciente e di diverso dal corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono forse questo soffio vitale che produce tutti i movimenti del corpo? No, perch\u00e9 nel sonno profondo, nonostante la persistenza del soffio, non si sa nulla degli oggetti che ci circondano. <\/p>\n\n\n\n<p>Allora forse sono il senso interno (manas)? Ma quest&#8217;ultimo \u00e8 fatto di pensieri che si susseguono senza tregua come le onde che si infrangono sulla riva. Perch\u00e9 mi identificherei con questo pensiero piuttosto che con quello? Ed \u00e8 lo stesso per l&#8217;intelletto (buddhi), l&#8217;organo del giudizio e della decisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanti giudizi esprimiamo nel corso di una giornata? Ora, io ho coscienza di rimanere lo stesso da un capo all&#8217;altro della giornata, meglio, non riesco a immaginarmi in nessun momento del tempo come non esistente. <\/p>\n\n\n\n<p>Il corpo, il senso interno, l&#8217;intelletto, sono tutti miei. Senza alcun dubbio io sono qualcosa che conosce, ma non riesco a discernere con quale strumento posso conoscere a sua volta questo Conoscitore che \u00e8 in me. <\/p>\n\n\n\n<p>Eppure mi sembra che attraverso questo stesso insuccesso io mi sia avvicinato un p\u00f2 alla mia vera essenza. Come \u00e8 strano tutto ci\u00f2! Si direbbe che quel che cerco di conoscere si allontani quando penso di afferrarlo con il pensiero e si avvicini non appena abbandono la tensione del mio spirito.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Hemacuda abbandon\u00f2 allora ogni attivit\u00e0 del pensiero. Ben presto si trov\u00f2 avvolto da spesse tenebre. Pensando si trattasse dell&#8217;essenza del S\u00e8, fu preso dall&#8217;angoscia. Ritornando in s\u00e8 decise di fare un nuovo tentativo. Controllandosi con l&#8217;Hatha-Yoga fu posto in presenza di una strana luce diffusa che non sembrava venire da alcuna direzione. Poi, nel corso di un nuovo tentativo, si addorment\u00f2 ed ebbe ongni sorta di sogni, alcuni piacevoli, altri spaventosi. Appena desto riprese la sua concentrazione e sprofond\u00f2 lo spazio in un istante in un insondabile oceano di gioia. Ma ancora una volta ritorn\u00f2 alla coscienza ordinaria. La sua perplessit\u00e0 era grande: aveva soltanto sognato a aveva raggiunto il S\u00e8, e se si, il S\u00e8 era luce o tenebre, o caos d&#8217;immagini, o gioia? Incapace di giungere a una conglusione definitiva decise di ritornare a consultare la principessa.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Hemacuda: <\/strong><\/em>Cara sposa, ho fatto tutto quel che mi hai raccomandato di fare. Ho immobilizzato il mio spirito sopprimendo ogni sua attivit\u00e0, sia quelle interne che quelle dirette verso l&#8217;esterno. Successivamente ho incontrato le tenebre, la luce, ho sognato e ho proato una gioia profonda.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma in tutto questo, dov&#8217;\u00e8 l&#8217;essenza del S\u00e8?<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Hemalekha<\/em><\/strong> : Hai fatto bene a cercare di controllare il tuo spirito. Nessuno ha mai potuto possedere la conoscenza del S\u00e8 senza questa disciplina. Ma, o carissimo sposo, che ti sia ben chiaro che questi mezzi presi di per se stessi non procurano l&#8217;accesso al S\u00e8, perch\u00e9 quest&#8217;ultimo \u00e8 sempre raggiunto, sempre presente. Se fosse qualcosa da ottenere, dunque qualcosa di esterno e di estraneo, come potrebbe chiamarsi &#8220;S\u00e9&#8221;? A dire il vero non si pu\u00f2 raggiungere. E&#8217; per essenza &#8220;fuori portata&#8221;. Lasciami giustificare questo con un esempio. Supponiamo che un oggetto qualunque non sia visibile a causa dell&#8217;oscurit\u00e0. Si porta una lampada e si scopre l&#8217;oggetto come se fosse stato appena prodotto nel suo stesso posto. O ancora, immagina che distratta non sappia pi\u00f9 dove ho posato il mio braccialetto. La sola cosa che devo fare \u00e8 compiere uno sforzo di rammemorazione che consiste nell&#8217;eleminare ogni altra specie di pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora ritrover\u00f2 il braccialetto l\u00e0 dove l&#8217;avevo lasciato come se apparisse in quel luogo per la prima volta. Il controllo delle attivit\u00e0 del pensiero qui \u00e8 servito soltanto a scartare gli ostacoli per la rammemorazione. E&#8217; lo stesso nel caso del S\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che ignoranti che siamo della natura del S\u00e8, e dunque incapaci di riconoscerlo a dispetto della sua presenza indefettibile, lo cerchiamo vanamente al di fuori di noi stessi. Conosci la storia di quello spirito semplice che si reca una sera al palazzo reale, tutto brillante di luce? Attorno a lui vantano la bellezza delle illuminazioni, ma ignorando il senso della parola &#8220;illuminazione&#8221; egli domanda che gliene venga portata una e che sia posta proprio sotto una torcia perch\u00e9 possa vedere bene che cos&#8217;\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tuo caso, caro sposo, \u00e8 esattamente lo stesso! Ebbene, tutto quel che devi fare \u00e8 cercare di rivivere l&#8217;istante intermedio tra il compimento della sopressione delle attivit\u00e0 del pensiero e l&#8217;apparizione delle tenebre, perch\u00e9 l&#8217;essenza del S\u00e9 vi si manifesta pi\u00f9 chiaramente che altrove. E&#8217; li che coloro i cui occhi sono abituati a contemplare il mondo esterno si ingannano facilmente, si affaticano, sono vittime di allucinazioni e non riescono in fin dei conti a riconoscere il S\u00e9. Esistono molti uomini edotti nelle Scritture, dei sapienti e dei logici. Tutti o quasi, restano schiavi del dolore perch\u00e9 non sono riusciti a discernere il loro S\u00e9. Per questo in effetti non basta aver appreso a interpretare le Scritture.<\/p>\n\n\n\n<p>Il S\u00e9 \u00e8 qualcosa situato a distanza, in modo che per raggiungerlo bisognerebbe prima percorrere questa distanza. Non \u00e8 qualcosa che l&#8217;intelletto sia capace o incapace di spiegare. Cosi come non si potrebbe raggiungere la propria ombra correndo dietro di lei, allo stesso modo non c&#8217;\u00e8 niente da &#8220;fare&#8221; per raggiungere il S\u00e9. Come un bambino vede mille cose riflesse in uno specchio posto dinanzi a lui ma non vede lo specchio in quanto tale, cosi gli uomini vedono l&#8217;infinit\u00e0 dei fenomeni del mondo riflessa nello specchio del S\u00e9, ma non hanno nessuna idea della vera natura di questo S\u00e9. Allo stesso modo ancora colui che ignora che cos&#8217;\u00e8 lo spazio vede solo delle cose nello spazio e crede che lo spazio sia un grande ricettacolo. Questo mondo tutto intero, o carissimo, \u00e8 costituito dalle attivit\u00e0 della conoscenza da un lato e dagli oggetti di conoscenza dall&#8217;altro. Ma tra i due la coscienza assoluta, l&#8217;ipseit\u00e0, rimane autorivelata e autosussistente. Ed \u00e8 per questo che non \u00e8 richiesto nessuno strumento per conoscerla. Qualcuno potrebbe chiedere come si fa a sapere che esiste qualcosa come la coscienza assoluta. Ma non \u00e8 nepppure necessario rispondere a questa domanda : se la coscienza non esiste allora la domanda e la risposta svaniscono insieme. La coscienza \u00e8 al di l\u00e0 del dubbio. Non si pu\u00f2 nemmeno immaginare la sua esistenza. E non \u00e8 limitata n\u00e8 dal tempo n\u00e8 dallo spazio perch\u00e8 il tempo e lo spazio sono le prime cose che vengono a riflettersi nel suo specchio. Questa \u00e8 la tua essenza, e chiunque realizzi questa verit\u00e0 in tutta la sua portata diventa il creatore dell&#8217;universo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Lascia che ti dica grazie a quali esperienze ti sar\u00e0 meno difficile realizzarla. La incontrerai per esempio nell&#8217;istante che separa la veglia dal sonno e il sonno dalla veglia, nell&#8217;istante in cui l&#8217;intelletto salta da un oggetto all&#8217;altro, nello stupore che provoca il trovarsi di fronte a un oggetto terrificante o l&#8217;incontro improvviso di un parente o un amico che non si sperava pi\u00f9 di rivedere. Medita su tutto questo e una volta che avrai compreso non sarai pi\u00f9 affascinato da nessun&#8217;altra cosa. Tutto riposa nella coscienza, densa e omogenea come la parete lisica di uno specchio, e il dispiegamento apparente dell&#8217;universo nello spazio e nel tempo \u00e8 dovuto soltanto all&#8217;ignoranza di questo fatto. Il S\u00e9 non \u00e8 n\u00e8 il soggetto conoscitore n\u00e8 l&#8217;oggetto conosciuto, ma il loro fondamento comune. E&#8217; lui il Supremo Signore che gli uomini chiamano ora Vishnu, ora Shiva, ora Brahma. Cerca di realizzare questo da te. Ritira i tuoi sensi, volgi il pensiero verso l&#8217;interno. <\/p>\n\n\n\n<p>Abbandona anche la coscienza stessa di comprendere o non comprendere questa verit\u00e0, e allora ci\u00f2 che avverr\u00e0 sar\u00e0 il S\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosi guidato il principe raggiunse ben presto lo stato chiamato &#8220;concentrazione priva di costruzioni mentali&#8221;. A capo di qualche ora ritorn\u00f2 a uno stato di coscienza ordinario e vide di nuovo il mondo disposto intorno a lui. Subito prov\u00f2 il desiderio di ritornare alla sua concentrazione e per questo chiuse gli occhi. Allora Hemalekha gli prese la mano e si rivolse a lui:<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Hemalekha<\/em><\/strong> : O carissimo sposo, che cosa ti appresti a fare? Non ti capisco! Che cos&#8217;hai dunque da guadagnare chiudendo gli occhi e da perdere aprendoli?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Hemacuda : <\/em><\/strong>Carissima, dopo una lunga ricerca ho infine raggiunto il dominio della pace interiore. Dove troverei in questo mondo freddo e secco, pieno di sofferenza e di miseria, un tal luogo di riposo? Tutte le attivit\u00e0 mondane mi sembrano ormai vane come dei resti di canna da zucchero a cui sia stato estratto il succo. Per sfortuna non avevo mai potuto provare fino a poco fa questo stato di beatitudine. Adesso mi vedo come un uomo che ha fatto il giro del mondo mendicando il suo nutrimento, dimentico del tesoro nascosto sotto le ceneri del suo focolare. Senza fare attenzione all&#8217;oceano di felicit\u00e0 contenuto in me da sempre, io mi disperdevo nella ricerca dei piaceri. Li credevo stabili e solidi quando invece passano come il fulmine, ed \u00e8 per questo che soffrivo. Che cosa strana! Tutti gli uomini desiderano essere felici e fanno esattamente il contrario di quel che procurerebbe loro la felicit\u00e0. Oggi, carissima, le mie sofferenze sono finite. Non desidero nient&#8217;altro che rimanere in questo stato di felicit\u00e0 insuperabile. Ma ho piet\u00e0 di te che dopo aver conosciuto uno stato simile continui non di meno a partecipare come una folle alle abituali occupazioni di questo mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Hemalekha<\/em><\/strong> : Caro sposo, mi dispiace profondamente che tu non abbia ancora ben compreso. Questa suprema felicit\u00e0 che una volta conosciuta impedisce per sempre di essere affascinati da questo mondo, per te \u00e8 ancora soltanto un orizzonte lontano. Tutto quello che hai appreso finora non vale praticamente niente. Dunque tu credi che l&#8217;apprendimento della Realt\u00e0 abbia qualcosa a che vedere con l&#8217;aprire e chiudere gli occhi? Come si pu\u00f2 considerare come assoluto uno stato al quale si accederebbe esercitando un&#8217;azione determinata o astenendosi da questa attivit\u00e0? La realt\u00e0 si lascerebbe dunque rivelare abbassando semplicemente queste palpebre larghe quanto quattro grani di riso?<\/p>\n\n\n\n<p>Fintanto che i nodi in te non saranno stati disfatti non gusterai questa suprema felicit\u00e0. Questi nodi sono stati confezionati con la corda dell&#8217;illusione. L&#8217;illusione, cio\u00e8 l&#8217;ignoranza della nostra propria essenza, \u00e8 senza inizio, ed \u00e8 per questo che noi nasciamo legati da essa. La credenza che il corpo sia il S\u00e9 forma il nodo principale. Innumerevoli nodi secondari sono annodati su di esso. Credere che all&#8217;interno del mondo non esista, da nessuna parte, qualcosa come il S\u00e9, costituisce un altro nodo. Credere che gli individui differiscano gli uni dagli altri e ognuno da Dio \u00e8 ancora un altro nodo. E&#8217; libero solo colui che ha spezzato questi nodi. Smetti dunque di pensare di raggiungere questo stato chiudendo gli occhi. Esso non \u00e8 altro che la nostra propria essenza e s&#8217;identifica con la coscienza assoluta che rimane anche dopo la dissoluzione di tutte le forme. Non si pu\u00f2 neppure dire che sia uno &#8220;stato&#8221;. Potresti dirmi quando e dove non \u00e8? Lo specchio non \u00e8 forse presente dappertutto l\u00e0 dove esistono i riflessi? Il luogo e il momento in cui la coscienza assoluta non sarebbe presente sono altrettanto inesistenti quanto il figlio di una donna sterile. Come dunque ci\u00f2 che non potrebbe essere assente mai e da nessuna parte potrebbe sparire quando tu apri gli occhi?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Caro sposo, dimmi dunque dove non trovi questa suprema coscienza simile all&#8217;incendio che divora ogni cosa alla fine di ogni periodo cosmico? E&#8217; lei che rende simile a se stessa tutte le nostre attivit\u00e0, sia corporali che mentali, esattamente come il fuoco, consumando ogni variet\u00e0 di legno, dal fico al sandalo, li rende simili a se stesso. Chi ha compreso questa verit\u00e0 non sente pi\u00f9 la minima inclinazione ad aprire o chiudere gli occhi. Abbandona dunque la tua pretesa di identificarti con questa coscienza per mezzo di un controllo delle tue attivit\u00e0 mentali. Spezza ugualmente il nodo che consiste nel credere che il dispiegamento cosmico sia qualcosa di diverso da quel che costituisce la tua propria essenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo universo tutto intero si riflette nella coscienza come il cielo immenso si riflette in uno specchio largo come una mano. Realizza questo e poi comportati come una persona ordinaria. Non ritirarti nella solitudine, rimani dove sei e abbandona anche il sentimento di raggiungere la coscienza assoluta.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver lungamente meditato queste parole Hamacuda fu infine liberato dalle sue ultime illusioni. Non pens\u00f2 pi\u00f9 a ritirarsi dal mondo e visse ancora a lungo in compagnia di Hemalekha. Morto suo padre, govern\u00f2 il vasto regno facendo giustizia, assicurando a tutti la sicurezza, facendo anche la guerra quando non poteva evitarla. Non perdeva occasione di fare scavare pozzi e cisterne, di far piantare alberi lungo le strade, di far costruire ripari ai pellegrini. Gli piaceva ascoltare i discorsi religiosi tenuti da asceti e da santi di ogni confessione. E faceva in modo che anche il suo popolo avesse occasione di ascoltarli. Pur accumulando ricchezze non cercava di riempire il tesoro reale ma adempiva grandi sacrifici solenni come l&#8217;<em>Ashvamedha <\/em>o il <em>Rajasuya<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Considerava ricchi e poveri, sapienti e ignoranti, uomini e donne, vecchi e bambini, allo stesso modo, non esultava di gioia nel successo, non si lamentava nelle avversit\u00e0. Assolveva il suo incarico reale come un buon commediante recita sulla scena la parte di un re. Sembrava sempre ritirato in se stesso, a mille miglia dagli intrighi della corte, eppure smascherava sempre in tempo i complotti e faceva esattamente quel che le circostanze esigevano. In breve, conduceva l&#8217;esistenza di un liberato vivente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben presto gli stessi ministri si misero a imitare il suo esempio e, meditando sull&#8217;essenza del S\u00e9, accedettero, l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, allo stato di liberati viventi. E poco a poco tutti gli abitanti del regno intrapresero la stessa via. Smisero tutti di identificarsi con il loro corpo. Superata la passione, la collera e l&#8217;invida, assolvevano il loro dovere di stato con il pi\u00f9 grande zelo. Le madri si misero a cullare i loro figli canticchiando strofe in lode del supremo <em>Brahma<\/em>. Gli attori rappresentarono il combattimento eterno della Luce e dell&#8217;Illusione. I buffoni prendevano in giro l&#8217;agitazione assurda nelle ambizioni e negli interessi mondani. Tutti in questo vasto rengo, ministri, generali, commercianti, letterati, artigiani, pastori, prostitute, ladri e boia, realizzarono il S\u00e9 e fecero di questa realizzazione la ragion d&#8217;essere della loro esistenza. Nessuno si preoccupava pi\u00f9 di sapere di che cosa sarebbe stato fatto il domani. Tutti si accontentavano di vivere di istante in istante. Accoglievano con la stessa serenti\u00e0 gli avvenimenti gioiosi e i lutti, e ogni momento era per essi come un&#8217;eternit\u00e0. Cosi il regno si mise a fervere di attivit\u00e0 come un alveare.<\/p>\n\n\n\n<p>                                                                Tantra del X\u00b0 secolo (Tripurarahasya, cap. IX-X)<\/p>\n\n\n\n<p>(Traduzione di M. Cravero)<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Dialogo del principe Hemacuda e della principessa Hemalekha Dopo il loro matrimonio il principe Hemacuda e la principessa Hemalekha vissero per qualche tempo felici nel <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.yogabindu.org\/blog\/tripurarahasya-la-dottrina-segreta-della-dea-durga\/\" title=\"Tripurarahasya &#8211; La dottrina segreta della        Dea Durga\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":928,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-851","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-testi-e-maestri"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Tripurarahasya - La dottrina segreta della    Dea Durga - BINDU YOGA<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.yogabindu.org\/blog\/tripurarahasya-la-dottrina-segreta-della-dea-durga\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Tripurarahasya - La dottrina segreta della    Dea Durga - BINDU YOGA\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Dialogo del principe Hemacuda e della principessa Hemalekha Dopo il loro matrimonio il principe Hemacuda e la principessa Hemalekha vissero per qualche tempo felici nel [...]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.yogabindu.org\/blog\/tripurarahasya-la-dottrina-segreta-della-dea-durga\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"BINDU YOGA\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/steeve.dubois2\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/steeve.dubois2\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2023-09-14T09:02:29+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-09-14T09:02:31+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.yogabindu.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Durga.jpeg?fit=1920%2C1533&ssl=1\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1920\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1533\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Steeve\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Steeve\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"16 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.yogabindu.org\\\/blog\\\/tripurarahasya-la-dottrina-segreta-della-dea-durga\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.yogabindu.org\\\/blog\\\/tripurarahasya-la-dottrina-segreta-della-dea-durga\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Steeve\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.yogabindu.org\\\/blog\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/d7b959c61198d94b3d0cf5b4a681dcb9\"},\"headline\":\"Tripurarahasya &#8211; 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